Fatto è che alle porte del governo - ministeri, viceministeri e sottosegretariati - sta bussando una folla famelica che, in diverse ma ugualmente energiche tonalità, rivendica i propri diritti. In sintesi. Di qua il manipolo di parlamentari che ha mutato casacca per corroborare appunto la maggioranza, e per questo esige un compenso. Cioè posti e potere.